LA MARATONA :
I FATTORI DELLA PRESTAZIONE
Come ben tutti noi maratoneti sappiamo la Maratona può
essere condizionata da notevoli fattori e situazioni che possono far riferimento
ad agenti atmosferici, ad aspetti fisiologici riguardanti il nostro organismo,
ad aspetti mentali, all’utilizzo e disponibilità di energia, a una corretta
alimentazione o integrazione. Il linea di massima per portare a termine la
Maratona e correrla in più velocemente possibile in base alle proprie
potenzialità è necessario non solo avere una buona disponibilità di energia , ma
anche una buona capacità di utilizzo della stessa.
I fattori specifici che entrano in gioco
nella prova dei 42km e che dobbiamo tener presente nel programmare la
preparazione sono diversi :
·
Sviluppo e
incremento della soglia aerobica;
·
Sviluppo e
incremento della soglia anaerobica;
·
Sviluppo e
incremento del VO2max (massimo consumo di ossigeno);
·
Sviluppo e
incremento della Potenza Lipidica;
·
Sviluppo e
incremento della disponibilità e utilizzo del glicogeno da parte dei muscoli;
·
Miglioramento della tecnica di corsa e della economicità della corsa;
·
Controllo e
gestione dei fattori mentali e psicologici;
·
Minor grasso
corporeo (peso corporeo)
Analizziamoli singolarmente per capire meglio come
comportarci in allenamento e in gara.
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La soglia aerobica
o velocità della soglia aerobica non è altro che quella velocità alla quale
il nostro organismo corre la Maratona ed equivale fisiologicamente a una
concentrazione di lattato pari a 2 mmol/l di acido lattico. Aerobica,
perché si lavora in presenza di ossigeno e quindi l’energia viene fornita al
nostro organismo mediante il meccanismo aerobico, ove c’è una combustione di
grassi e carboidrati, e questa reazione tra ossigeno (O2) e
grassi/carboidrati, produce molecole di ATP (adenosinatrifosfato) energia
utile per far funzionare il nostro organismo. Più la soglia aerobica sarà
sviluppata e quindi la sua velocità più alta, e più sarà possibile di
correre teoricamente la maratona più velocemente. I mezzi di allenamento che
migliorano la soglia aerobica,e quindi tutte le componenti aerobiche del
nostro organismo, sono la Corsa Lenta, Corsa Media, Corsa Progressiva,
Lungo Lento e Lungo Specifico.
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La soglia
anaerobica, secondo Arcelli , ("L'allenamento del maratoneta di alto
e medio livello" Edizione Correre 2002), può essere considerata come:
"Il più alto valore di intensità alla quale esiste ancora un equilibrio fra
acido lattico prodotto e quello smaltito; se si corre a velocità al di sotto
della soglia anaerobica, pur aumentando il lattato che viene prodotto dai
muscoli e che viene riversato nel sangue, l'organismo riesce egualmente a
smaltire un'identica quantità. L'intensità massima alla quale esiste ancora
questo equilibrio fra il lattato prodotto e il lattato smaltito dal sangue è
appunto la Soglia Anaerobica, e che corrisponde in media a un valore di 4
millimoli di lattato per litro di sangue".
Per
innalzare la soglia anaerobica è necessario inserire nella preparazione
allenamenti come le Ripetute Medie e Lunghe, Variazioni di ritmo, Corto
Veloce, o gare brevi.
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Il massimo consumo
di ossigeno non è altro che la massima quantità di ossigeno che il
nostro organismo può utilizzare nell’unità di tempo, più alto è il Vo2max e
più veloce potremmo correre la Maratona. L’obiettivo principale delle
tipologie di allenamento è quello di far innalzare in maniera esponenziale
la frequenza cardiaca con la conseguenza di migliorare la capacità del
nostro organismo (cuore) di pompare più sangue possibile, e quindi fornire i
muscoli di maggior ossigeno, maggior energia. Per lo sviluppo di tale
qualità del nostro organismo è opportuno inserire e svolgere allenamenti
come le Ripetute Brevi (50/150mt) sia in salita con pendenze dai
10/15%, e sia in pianura (dai 200 ai 500mt).
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La Potenza Lipidica
, è la capacità dell'organismo (dei muscoli) di utilizzare sempre più
grassi in ogni minuto, per produrre energia e correre sempre più a lungo
possibile. Uno sviluppo e incremento di questa capacità ci permetterà di
correre la Maratona più velocemente possibile utilizzando sempre una buona
quantità di grassi per minuto fino alla parte finale della gara. Sembrerà
strano, ma può capitare che un podista abbia una buona soglia anaerobica, e
quindi riesce a correre veloce per diversi chilometri, ma non riesca a
portare a termine la maratona se non ha una buona efficienza dal punto di
vista della Potenza Lipidica. Come tutte le qualità del nostro organismo
anch’essa è allenabile con sedute di allenamento, come Lungo Lento
Lipolitico, o Corsa Lenta ove il ritmo è prossimo a quello della Maratona o
leggermente inferiore. Al tempo stesso per migliorare la Potenza Lipidica, è
necessario che l’allenamento sia abbastanza lungo , che il ritmo sia
regolare e lento già dai primi chilometri. E lo stesso dicasi nella
Maratona, se vogliamo far intervenire i grassi come combustibile già
all’inizio, dai primi chilometri è necessario che il ritmo equivalga al
ritmo della nostra massima Potenza Lipidica.
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Lo sviluppo e
incremento della disponibilità e utilizzo di glicogeno da parte dei muscoli,
quest’aspetto è condizionato da tre fattori: l’allenamento, alimentazione
pre gara e integrazione in gara. Per quanto concerne l’allenamento
è da tener presente che ogni mezzo di allenamento invia un segnale
biologico al nostro organismo che permette di modificare alcune
caratteristiche fisiologiche. Quindi allenamenti ove si mette in “crisi “
l’organismo, utilizzando una buona parte del glicogeno muscolare permette di
migliorare la capacità delle fibre muscolari di utilizzare glicogeno e al
tempo stesso queste fibre specifiche che intervengono nella corsa hanno una
maggiore disponibilità di glicogeno. Quindi praticamente hanno una maggiore
capacità di fornire e produrre più energia. Tutti i mezzi a ritmo
medio/veloci e progressivi permettono il miglioramento di questa
caratteristica delle fibre muscolari. Quindi Corsa Progressiva, Corto
Veloce, Medio Veloce, Medio in progressione, etc. L’alimentazione,
la disponibilità di glicogeno del nostro organismo presente nei muscoli, e
nel fegato non è sufficiente per riuscire a percorrere i 42km, quindi si
necessita di un’alimentazione accurata pre gara per aumentare le scorte di
glicogeno (carboidrati pre gara) a nostra disposizione. Ma nonostante ciò
per far fronte alle richieste del nostro organismo durante la Maratona, si
avrà, per prima cosa, la necessità di aver migliorato la Potenza Lipidica, e
quindi la capacità di fornire energia medianti i grassi presenti nel nostro
organismo. E in base alle nostre abitudini si potrà anche far ricorso a
un’Integrazione mirata durante la gara con bevande contenenti
maltodestrine/fruttosio non troppo concentrate o barrette energetiche
facilmente assimilabili. Per esperienza personale l’aspetto più importante è
il carico di carboidrati (senza esagerare) i giorni prima della gara e aver
migliorato con l’allenamento la Potenza Lipidica.
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Miglioramento della
tecnica ed economicità della corsa,
altro
fattore a cui si dà poca rilevanza è la tecnica di corsa, la postura in
corsa che condizionano anche il consumo energetico finale. Oscillazioni
eccessive delle braccia, tensione eccessiva della parte alta del corpo,
chiusura eccessiva delle mani con conseguente tensione, movimento eccessivo
del capo, portano a un maggior dispendio energetico e quindi a una non
produttività del gesto tecnico. Tutto ciò si aggiunge alla spesa finale
delle Kcal indispensabili per portare a termine la Maratona con regolarità e
costanza del ritmo fino all’ultimo chilometro. Per migliorare la tecnica di
corsa e quindi la postura in corsa è necessario durante gli allenamenti
focalizzarsi sulle sensazioni propriocettive che arrivano dalle diverse
parti del corpo. Quindi flessione e spinta morbida dei piedi, mani
rilassate, spalle basse e gomiti non troppo larghi, capo ritto e sguardo
avanti proiettato di qualche metro dinnanzi a noi. In pratica ogni tanto
soprattutto nel lavori specifici, come il Lungo Specifico o Ritmo Maratona,
bisogna fare un Check up del nostro corpo.
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Controllo e gestione dei
fattori mentali e psicologici,
un aspetto alquanto
importante e di non facile gestione è quello riguardante i fattori mentali,
sia durante la preparazione e sia nelle fasi prima e durante la gara. La
preparazione per la Maratona è molto lunga (da 4 a 6 mesi in media) quindi a
volte ci si trova ad affrontare momenti di stress fisico e psicologico non
indifferente. Questo aspetto è molto soggettivo ed è condizionato dalla
propria personalità e dal modo in cui ci si avvicina alla gara. Un soggetto
estroverso che affronta la gara con una certa spensieratezza avrà meno ansia
pre-gara, meno tensione e quindi meno spreco di energia che sarà utile nelle
fasi cruciali della Maratona. Mentre un soggetto introverso che si avvicina
con un certo timore e ansia da prestazione alla gara, subirà lo stress dei
giorni precedenti e quello prima della partenza con maggior consumo da parte
dell’organismo. Tutto ciò lo porterà anche a essere teso in gara. Un rimedio
è quello di praticare, già durante la preparazione, soprattutto prima degli
allenamenti intensi e specifici, come il Lungo Specifico e Ritmo Maratona,
un po’ di Meditazione, Yoga, Training Autogeno, per far sì di allontanare un
po’ di tensione corporea e alleggerire la mente da pensieri negativi
controproducenti per la gara. Saranno sufficienti 30’00 prima e dopo
allenamento per migliorare la gestione dello stress pre-gara con il
risultato finale di rendere al meglio in gara.
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Minor grasso possibile
(peso corporeo),
un aspetto
assolutamente non trascurabile è il peso corporeo. Più un podista è leggero
e più possibilità ha di correre veloce la Maratona, e ha anche il vantaggio
di consumare meno energie possibili. Un fattore fondamentale per il
controllo del peso è una corretta alimentazione, equilibrata e bilanciata su
fonti di carboidrati a basso indice glicemico (verdura, frutta, cereali
integrali), fonti proteiche nobili (prevalentemente pesce, prodotti di soia,
uova e carne bianca), e grassi monoinsaturi o polinsaturi (olio d’oliva,
mandorle, noci, omega3). Inoltre, lo stimolo allenante è importante,
allenamenti lunghi e lenti ci permetteranno di consumare maggior grasso
possibile anche post-allenamento aumentando il metabolismo basale, e quindi
la spesa energetica complessiva.
In conclusione quindi si
può affermare che se il nostro obiettivo è quello di correre la Maratone e di
correrla il più velocemente possibile, dobbiamo tener presente diversi fattori
inerenti all’allenamento e all’alimentazione in primis, e ancora ad aspetti
mentali e tecnici. A voi la facoltà di mettere in pratica tutti i suggerimenti
su menzionati e sviluppare tutti i fattori che condizionato la prestazione in
Maratona.
Buona corsa
Ignazio Antonacci
www.runningzen.it
ignazioantonacci@runningzen.it