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il caso
Doping, squalificato Priamo
Il ciclista di Riese fuori 4 anniEpo al Giro, il tribunale sportivo accoglie il ricorso
Il corridore Matteo Priamo (archivio)
RIESE PIO X (Treviso) — L’ombra del doping torna ad allungarsi sul ciclismo. Il Tas di Losanna, tribunale arbitrale dello sport, ha infatti squalificato per quattro anni il corridore trevigiano Matteo Priamo, accogliendo così il ricorso presentato dalla procura antidoping del Coni contro l’assoluzione per insufficienza di prove del corridore che era stata disposta dal Tna (Tribunale nazionale antidoping) lo scorso 27 febbraio in merito al «caso Sella». Per l’atleta 27enne di Poggiana di Riese Pio X e vincitore della tappa di Peschici al Giro d’Italia 2008, una vera e propria stangata che rischia di compromettere una carriera in via d’esplosione.
L’episodio incriminato risale al 2008, quando durante il Giro il nome di Priamo inizia a farsi spazio fra i mostri sacri delle due ruote internazionali. Il trevigiano era allora compagno di squadra del vicentino Emanuele Sella, che proprio durante un controllo a sorpresa fu trovato positivo al controllo antidoping al C.e.r.a, l’epo di ultima generazione. Da quel momento iniziò il calvario sportivo di Matteo Priamo, uno fra i tanti nomi fatti da Sella subito dopo aver ammesso d’aver fatto ricorso all’epo. Ma fu proprio sul corridore trevigiano che l’ex compagno puntò il dito, affermando che fu Priamo a fornirgli il Cera. Un’accusa che non trovò riscontro durante le indagini e il conseguente processo presso il tribunale antidoping che assolse con forma piena Priamo «per non aver commesso il fatto». Immediato ricorso da parte del Coni: e così il Tas ha riconosciuto colpevole Priamo di avere fornito Epo di nuova generazione a Sella quando i due militavano nel team Navigare.
Quattro lunghi anni di squalifica, a cui si va ad aggiungere l’annullamento di tutti i risultati maturati in questi mesi. La squalifica di Priamo, decorre dal famoso 27 febbraio 2009, e scadrà quindi il 26 febbraio 2013. E oltre il danno la beffa per Priamo: Sella ha ricevuto una squalifica ridotta, 12 mesi, per avere collaborato con le autorità. Il codice antidoping internazionale infatti prevede squalifiche standard di due anni per gli atleti positivi, mentre per i trafficanti di doping lo stop è di quattro anni. Un’altra triste pagina di uno degli sport più amati dagli italiani è stata scritta: la speranza è che possa essere davvero l’ultima e il sudore e la fatica possano tornare a essere i veri protagonisti.
Matteo Valente
13 novembre 2009
