Anche i minorenni e gli atleti amatoriali potrebbero finire presto sotto la lente dei test anti-doping. La Regione Emilia-Romagna, infatti, ha studiato un progetto pilota, sottoposto al vaglio del ministero della Salute per ottenere i finanziamenti, che va proprio nella direzione di dare una stretta all’uso di sostanze dopanti anche tra gli atleti delle categorie giovanili e tra i non professionisti. Il progetto, che dovrebbe durare un anno a partire dal via libera del ministero, prevede di sottoporre circa 800-900 atleti al test anti-doping, di cui 400-600 under 18 e 200-400 amatori. L’iniziativa di viale Aldo Moro ha già incassato l’adesione (e la futura collaborazione) della Regione Toscana, della Lombardia e del Veneto, oltre all’appoggio della Federazione ciclistica italiana, della Federazione italiana di atletica leggera, della Federazione italiana nuoto e della Federazione italiana sport invernali.

Il progetto, denominato “La tutela della salute dell’atleta”, è stato approvato dalla Giunta Errani lo scorso 5 dicembre e sarà mandato alla Commissione di vigilanza sul doping del ministero della Salute che ha deciso di sostenere alcuni progetti di ricerca finalizzati appunto alla tutela della salute dello sportivo nelle categorie giovanili e amatoriali. L’iniziativa dell’Emilia-Romagna prevede che siano le singole federazioni sportive a identificare gli atleti da sottoporre al test, ovvero a un prelievo di sangue “in occasione di momenti di raduno collegiale o di gara – si legge nella delibera – ogni atleta coinvolto in questo processo di monitoraggio dovrà esprimere compiutamente e formalmente il proprio consenso”. Il medico federale, prevede ancora il progetto anti-doping della Regione, se scopre dai test “valori ai limiti o al di fuori dell’ambito fisiologico”, può decidere per la “prescrizione medica precauzionale di sospensione dall’attività sportiva”, o richiedere all’atleta di “sottoporsi ad ulteriori accertamenti” per definire le cause dell’alterazione dei parametri.

Per procedere al monitoraggio di atleti del settore amatoriale, è specificato ancora nel progetto, ogni Federazione potrà attivare specifici accordi con gli organizzatori di eventi sportivi “al fine di prevedere, da parte degli atleti che intendono partecipare alla gara, l’accettazione di uno specifico protocollo che preveda il monitoraggio”. Alle Regioni spetterà il compito di individuare i laboratori per le analisi (i dati saranno tutti informatici), mentre le federazioni sportive dovranno condividere azioni e norme omogenee. I test anti-doping sui minorenni e gli atleti amatoriali rispondono, secondo la Regione, alla “necessita’ di garantire la salute e trasparenza delle proprie caratteristiche biologiche” in difesa degli atleti.